Mimmo Calopresti
Volevo solo vivere
montaggio Massimo Fiocchi, Valerio Quintarelli
musiche Federico Badaloni
testimonianze Andrea Bucci, Esterina Calò di Veroli, Nedo Fiano, Luciana Nissin Momigliano, Liliana Segre, Settimia Spizzichino, Giuliana Tedeschi, Shlomo Venezia, Arminio Wachsberger
formato 35mm, colore
durata 75'
origine Italia, 2006
produttore esecutivo Steven Spielberg
produttore Mimmo Calopresti, Mark Edwards
produzione Gagè Produzioni, Wildside Media
distribuzione 01 Distribution
"Sono le immagini in bianco e nero di Benito Mussolini, pronunciate a Trieste il 18 settembre 1938 - nel quale enuncia il principio per il quale "l'ebraismo mondiale è un nemico irriconciliabile" - a dare inizio a Volevo solo vivere. Da qui partono le testimonianze di nove cittadini italiani sopravissuti alla deportazione ad Auschwitz. Nove storie attraverso le quali seguiamo i più significativi eventi di questa tragica esperienza: le leggi razziali, le inutili fughe, le deportazioni, la separazione dai familiari, la miracolosa sopravvivenza fino alla liberazione all'arrivo dei soldati. Parole che forse non vengono sentite per la prima volta, ma che narrano i diversi aspetti di questi tragici fatti, dai più intimi ai più conosciuti e crudeli. Persone che non hanno paura a rivivere i sentimenti di terrore ma anche la tenerezza e la compassione fra i prigionieri. Mimmo Calopresti ha visionato centinaia di testimonianze, custodite negli archivi dello Shoah Foundation Institute for Visual History and Education creato da Steven Spielberg. "Dopo un viaggio ad Auschwitz con alcuni studenti romani ho cominciato a lavorare su questo film: l'impegno maggiore era ascoltare le interviste ai sopravvissuti e credere alle cose che dicevano, perché erano letteralmente incredibili. Non ho trovato risposte a quanto è successo ho solo capito che dobbiamo impegnarci affinché non ricapiti più" (Mimmo Calopresti).
Mimmo Calopresti (1955, Polistena) nel 1985 ha vinto il primo premio al Festival Cinemagiovani di Torino con il video A proposito di sbavature. Dopo aver realizzato, diversi documentari e cortometraggi, negli anni Novanta inizia la sua collaborazione con la Rai, per la quale realizza Paolo ha un lavoro (1991) e Paco e Francesca (1992). Nel 1995 è presente in concorso a Cannes con il film La seconda volta. Due anni più tardi scrive e dirige La parola amore esiste, presentato ancora a Cannes nella Quinzaine des Réalisateurs e con il quale vince un Nastro d'Argento. Nel 2000 firma la regia di Preferisco il rumore del mare e l'anno successivo interpreta Le parole di mio padre di Francesca Comencini e partecipa al progetto collettivo Un altro mondo è possibile. Dopo aver girato nel 2003 La felicità non costa niente, nel 2004 realizza L'ora della lucertola e Una bellissima bambina. Nel 2006 gira L'Invito e Volevo solo vivere. L'abbuffata (2007), che oltre come regista lo vede anche come attore, è stato presentato fuori concorso alla II Edizione della Festa del Cinema di Roma. Del 2008 è il documentario La fabbrica dei tedeschi, sulla strage alla ThyssenKrupp.