Lettere al festival


Edison Duraj


Sono a scuola, il prof. non è ancora arrivato. Devo fare il compito di francese. Ma la mia testa è altrove.
Tra pochi giorni dovrò avviare la pratica di rinnovo del permesso di soggiorno.
Il 19 Novembre faccio 18 anni e mi scade il permesso di soggiorno.
Ho passato gli ultimi 8 anni della mia vita chiuso in centri d'accoglienza: l'Orizzonte, Volare Alto, l'Itaca... Gli unici viaggi li ho fatto con Sandro e Mario. In giro con lo spettacolo Kepuce. Un paio di scarpe nuove per attraversare in Canale d'Otranto e per le riprese. Albania, Locarno. Con loro sono uscito dal centro, ho rivisto mia madre, conosciuto mio fratello, nato dopo la mia partenza, salutato l'Albania. Con loro ho raccontato la mia storia. La storia di tanti albanesi, la storia di tanti migranti in cerca di fortuna. E che spesso, troppo spesso incontrano la morte. Forse sulle acque del mar Mediterraneo bisognerebbe seminare migliaia di lapidi galleggianti.
Tra pochi giorni sarò libero... già libero, ma libero di fare che cosa? Non ho mai avuto paura del futuro, solo grande entusiasmo. Non mi sono mai chiesto che cosa accadrà domani. Ma, oggi mi chiedo, cosa accadrà il 20 Novembre?
Non voglio essere clandestino, non voglio sparire come tanti volti ingoiati dal Canale d'Otranto, voglio continuare a vivere e a raccontare la storia delle mie Nuvole Colorate. Voglio finire la scuola, trovare un lavoro, aiutare la mia famiglia a vivere una vita più serena.
Quando ero in Albania mi dicevano che ero troppo piccolo per partire, quando sono arrivato in Italia che ero troppo piccolo per lavorare, troppo piccolo per capire...
Adesso che sto per diventare maggiorenne, ho paura di essere troppo piccolo per diventare grande. Quando volevo venire in Italia, non mi volevano fare arrivare. Da quando sono arrivato non mi fanno più partire. E quando ho deciso di restare, non so più dove andare.
Mi chiedo sempre se, in realtà, ho veramente attraversato quel canale. A volte mi sembra di essere rimasto in mezzo a quel tratto di mare.
Vi ringrazio, grazie perché avete visto la mia storia, grazie perché siete seduti ad ascoltare la mia lettera. Grazie perché, seppure per poco, voi mi rendete vivo e presente.
Grazie a tutti voi perché se dal 20 Novembre sparirò inghiottito dalla clandestinità o da un futuro difficile io, per qualche giorno, sono esistito. Se il cinema servisse a rendere visibili gli eserciti dei disperati forse...
Un abbraccio da Edison e dal suo fratellone Alessandro, che anche questa volta, mi ha aiutato a mettere su carta i miei pensieri.

Edison Duraj
Alessandro Santoro

P.s: a proposito c'è una finestra aperta su questa storia: è il nostro www.sognavolenuvolecolorate.com
Per aderire alla petizione visitate il sito!