Francesca Comencini
In Fabbrica
sceneggiatura Francesca Comencini, Michele Astori
fotografia Valerio Azzali
montaggio Massimo Fiocchi
suono Antonio Dolce
formato 35mm, colore, b/n
durata 74'
origine Italia 2007
produzione Rai Cinema, Offside
distribuzione Rai Cinema
Questo racconto inizia dal cancello di una fabbrica degli anni Cinquanta. Dietro il portone una massa di lavoratori si prepara a entrare, alcuni a piedi, altri trascinando una bicicletta o un motorino. Sono vecchie immagini degli archivi Rai, girate dentro una fabbrica siderurgica. All'interno gli operai sono al lavoro: precisi, puntuali calcolano i gesti, sopportano il rumore. Da questa fabbrica del primo dopoguerra inizia un viaggio attraverso la coscienza operaia del Novecento per comprendere e restituirne tutte le trasformazioni. Il racconto è formato da interviste d'epoca, tratte dagli archivi Rai e Aamod, e da testimonianze dirette raccolte in una fabbrica di oggi. Dall'Italia contadina a quella del miracolo, dalle lotte dell'autunno caldo alla sconfitta dei 35 giorni alla Fiat, fino ai giorni nostri attraverso i volti e le voci operaie. "Ho fatto questa ricerca negli archivi cercando di non essere animata dalla nostalgia. Secondo me la nostalgia è un'ossessione, un rovello, un sentimento dominante nel nostro paese, ed è il contrario della memoria. La nostalgia è un modo di scagliare il passato contro il presente. Ci consente di sfuggire al dovere di pensare il nostro tempo, di agirlo" (Francesca Comencini).
Francesca Comencini (1961, Roma) ha esordito alla regia nel 1984 con Pianoforte, vincitore, fra l'altro, del Premio "De Sica" per il miglior film d'esordio a Venezia 1985. Dopo La lumière du lac (1989), ha diretto Annabelle partagée, selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs a Cannes 1991. Si è dedicata con passione al documentario cominciando con dei ritratti dedicati ad artisti come Elsa Morante e Carlo Cecchi. Nel 2001 ha firmato con altri 57 registi il lavoro collettivo Un altro mondo è possibile. Dopo i fatti del G8 2001 a Genova ha realizzato il documentario Carlo Giuliani, ragazzo. Nel 2002 è la volta del lungometraggio Le parole di mio padre, ispirato a La coscienza di Zeno di Italo Svevo. Nel 2004 ha partecipato al documentario collettivo sullo stato dell'arte nel mondo contemporaneo Visions of Europe, e, sempre nello stesso anno, ha diretto Mobbing - Mi piace lavorare, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino. Prima di tornare sul mondo del lavoro con In fabbrica, nel 2006 ha realizzato il film A casa nostra.