Le ragioni di un workshop al SalinaDocFest


Le ragioni per la scuola


La scuola come luogo dove organizzare una ristrutturazione dei saperi, non distruggendo il sapere umanistico in una torsione tutta tecnico-economicistica (le famose "tre i"...), ma, anzi, ampliandone orizzonti, campi di applicazione, scenari e nozioni.


L'adeguamento al presente non equivale a schiacciamento sul presente, supino adattamento ad una diffusa e insistita identità di consumatori. Il presente è allargamento dei saperi e costruzione di strumenti di interpretazione del reale.


Di qui l'esigenza di attrezzare i docenti al mondo delle immagini e al linguaggio delle immagini. Di più: si tratta di esplorare il territorio dell'immagine documentaristica, istituendo un possibile parallelo con la scrittura, con la letteratura che individua nel reale il proprio privilegiato terreno di indagine.


Le ragioni culturali


È possibile, dunque, delineare un "ritorno alla realtà", che segna la fine del canone del postmoderno e, nel contempo, se pur affidato ad esperienze singole e non confluenti in un movimento, si inarca con evidenza in un nuovo sforzo anche inquieto di appropriazione della realtà? Questo nuovo realismo (Roberto Saviano) risponde con il pensiero indagatorio alla ostentata "fine della Storia", cogliendone, invece, le nuove forme di un antico sistema sociale fondato su visibili (dis)valori: dal profitto, che genera morte, al traffico internazionale che produce evasione fiscale; dallo sfruttamento del lavoro al riciclaggio di denaro sporco; dalla connivenza alla paura sociale; dall'omertà alla concussione.