20 Set - Documentiamoci a Salina

di Silvia Jop - Foto di Alessandra Ziparo

Il via alla prima giornata del Festival che si apre con l'inaugurazione della sezione Documentiamoci.

Questa mattina, mentre veniva inaugurato il nuovo museo archeologico di Salina, il SalinaDocFest, alla sala Congressi del comune di Malfa, ha dato il via alla sua programmazione con la presentazione della sezione Documentiamoci.

Davide Barletti Alla sua terza edizione, il Festival propone l'intreccio delle due precedenti sezioni Documentiamoci e Finestra sul presente in un unico filone di appuntamenti che offriranno al pubblico un percorso arricchito di sguardi narrativi e inchieste sul presente. Gli interstizi dell'Italia di oggi intrisa di contraddizioni, di vuoti di memoria che bucano il presente, di volti e storie negate o taciute, trovano luogo d'espressione in questo spazio unitario dedicato alla volontà di riflettere sul nostro presente. "Documentiamoci sul presente è un gioco di parole che esprime sia una temporalità che un'esistenza. La finestra che apriremo sarà sull'assente che prova o rinuncia a farsi presente", con queste parole, i responsabili della sezione, Antonio Pezzuto e Mazzino Montinari, danno il via alla prima tappa del Festival presentando i primi due documentari in programma: Armando e la politica di Chiara Malta e Radio Egnatia di Davide Barletti.

È quindi a partire da queste prime due pellicole che storie di vita e storie di popoli mostrano parti di sé che non immagineremmo e che vorremmo conoscere.

Chiara Malta, immersa in una ricerca profondamente personale, fa emergere i punti nevralgici in cui la storia del singolo si fonde con quella della collettività.
È infatti proprio la sua storia ad essere l'incipit di questa narrazione: giovane regista emigrata in Francia indaga la vera identità politica del padre, Armando, socialista per una vita, inaspettatamente avvicinatosi a Berlusconi per due anni e rientrato subito dopo sulla vecchia strada. Interrogando la storia del padre, Chiara Malta interroga le contraddizioni di trent'anni di storia politica italiana. Attraverso la fusione di materiali di repertorio a materiali privati, pellicole, animazione, in Armando e la politica tocchiamo con mano il labile confine tra vero e falso nella politica, nel cinema e nella vita.


Davide Barletti Con Davide Barletti, documentarista salentino tra i fondatori della Fluid Video Crew, il confine che si tocca è un altro: quello di due mondi che trovano una strada sulla quale dopo tanto tornano ad incontrarsi. Da un progetto multidisciplinare nato nel 2005, ripercorrere la via Egnatia al ritmo dei suoni e delle storie che l'hanno abitata e che la abitano, diventa un progetto documentario.
È la stessa via Egnatia che collega la Puglia alla Turchia, passando per l'Albania, la Macedonia e la Grecia, a farsi sullo schermo piazza d'incontri.Radio Egnatia è un percorso tra il radiofonico e il geografico fatto di storie di vita, luoghi, suoni e lingue che tracciano una strada d'incontro in un mondo che pare sappia vivere solo di scontro. È grazie alla chianca, tipica pietra salentina, che l'autore assieme a Matteo Fraterno, artista relazionale napoletano, sancisce la fondazione di un nuovo percorso lungo una strada impolverata dal tempo. "Matteo Fraterno, come un Virgilio spaesato", spiega il regista, "ci ha accompagnati nel viaggio. La sua arte relazionale ha avuto un ruolo centrale nell'attuazione del progetto. Con le chianche abbiamo provato a ripavimentare la Nostra Egnatia. Per noi esistono tanti luoghi a seconda di chi li attraversa". In Radio Egnatia, assieme ai volti, al 'virgilio spaesato' e alle chianche, le protagoniste d'eccellenza sono le voci: "Il materiale sonoro è centrale. Abbiamo voluto dare spazio alla storia orale. È importante ascoltare le lingue che cambiano di volta in volta." dice l'autore, "I confini si sentono, la gente si è scontrata sui confini. Poi però, ti rapporti alle persone, alle comunità e capisci che i confini sono più politico-militari. Mentre le persone abitano un'area più ampia e quest'area unisce il sud dell'Italia alle coste della Turchia". Ed è proprio seguendo questa prospettiva di confini che non dividono ma avvicinano e di storie che si interrompono, riprendono e rifondano, che Davide Barletti parteciperà, assieme ad altri 3 registi e 4 montatori, al progetto per il web Life from zero, all'Aquila dove "è importante ricostruire un proprio progetto. È proprio lì che si capisce cosa singnifica ripartire da zero".