22 Set - A partire da Rossellini il nostro paese sempre più visibile

di Silvia Jop - Foto di Alessandra Ziparo

Il SalinaDocFest ha dato il via alle due attesissime sezioni dedicate a Reperti di memoria: l'idea documentaria di Roberto Rossellini e al Concorso Internazionale: "Il mio paese: gli invisibili".


Il focus su Rossellini, in programma in apertura di ogni giornata fino a giovedì 24, è stato inaugurato con la proiezione di Stromboli, terra di Dio. Al seguito della proiezione Daniela Brogi, docente di letteratura italiana alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, ha aperto un primo capitolo di riflessioni sul ruolo della donna nel cinema di Rossellini. Alle soglie degli anni cinquanta, sulla scia di una tradizione narrativa che fondava e alimentava lo stereotipo della donna come figura lineare in costante armonia con la natura, Roberto Rossellini proponeva una visione dissonante. "La figura della donna in Stromboli, terra di Dio", spiega Daniela Brogi, "scardina la tradizione corrente dipingendo un nuovo soggetto: inquietudine e irrequietezza sono i sentimenti che scaturiscono da questa donna che, sull'isola, consuma fino in fondo il proprio isolamento. La novità di questa figura produce una crisi radicale dei modelli maschili". L'invisibilità della donna diventa scomoda visibilità nella pellicola di Rossellini.


Giovanna Taviani, nella seconda parte della giornata, ha presentato la sezione dedicata ai film in concorso. Il mio paese: gli invisibili è una piazza di storie che si fanno schermo per dare un volto e una voce ai documentaristi che non hanno diritto di cittadinanza nelle programmazioni di cinema e televisione, agli isolani che stanno lottando contro la soppressione dei collegamenti con la penisola, ai migranti, ai senza tetto, ai vecchi, ai giovani, alle donne. "Ed è grazie alle istituzioni locali" ha concluso il direttore artistico "e soprattutto grazie all'importante contributo della Regione Sicilia, che questo progetto ha avuto la possibilità di prendere vita".