Workshop per docenti CIDI - PALUMBO Editore Da Rossellini a oggi: dare voce agli invisibili.
Letteratura e cinema a confronto.

Le ragioni di un workshop

Le ragioni per la scuola


La scuola è il luogo dove organizzare la costruzione dei saperi, ampliandone orizzonti, campi di applicazione e, soprattutto, metodologie, innestando strumenti aggiornati ed efficaci di trasmissione e sollecitazione della conoscenza.


Il rapporto col passato è la forma critica e attrezzata di non adeguamento al presente acritico e sprovveduto, allo schiacciamento sul presente, supino adattamento ad una diffusa e insistita identità di consumatori. La soluzione è l'allargamento dei saperi e costruzione di strumenti di interpretazione del reale.


Di qui l'esigenza di avvicinare i docenti al mondo delle immagini e al linguaggio delle immagini. Di più: si tratta di esplorare il territorio dell'immagine documentaristica, istituendo un possibile parallelo con la scrittura, con la letteratura, che individua nel reale il proprio privilegiato terreno di indagine.




Le ragioni culturali


Nella già praticata formula del "ritorno alla realtà" (edizione 2008), quale superamento del canone del postmoderno, già evidenziato nelle esperienze di un nuovo realismo (Roberto Saviano), il workshop del Salinadocfest vuole riattivare il pensiero indagatorio sulla realtà, individuando come oggetto di ricerca e attraversamento critico Il Neorealismo tra cinema e letteratura. In occasione dei sessanta anni da Stromboli-Terra di Dio (1949), girato nell'isola del fuoco con Ingrid Bergman e la popolazione dell'isola, il Festival vuole rendere omaggio al padre del Neorealismo cinematografico, Roberto Rossellini, e all'origine dell'idea documentaria che è alla base del Salinadocfest, festival del documentario narrativo.


La sezione "Reperti di memoria", infatti, sarà dedicata ai film che hanno consacrato Rossellini padre del Neorealismo, quali Paisà (1946), Germania anno zero (1948) e Stromboli-Terra di Dio (1949). L'omaggio a Rossellini sarà il punto di partenza per indagare quel grande fenomeno del Neorealismo italiano estendendo il discorso anche alla letteratura in un approccio interdisciplinare sempre più fecondo e fervido nell'ambito della scuola.


Quel "fenomeno compatto" (Falaschi) nacque in un orizzonte di attese e di palingenesi sociale e politica che coinvolse tutte le forme e le esperienze artistico-comunicative; quella "voglia di raccontare" (Calvino) trasformò la povertà dei mezzi in essenziale ricchezza formale, richiamando alla ricostruzione democratica i migliori intellettuali e artisti, attirati da un imperativo tutto etico-civile e, per alcuni, più consapevolmente politico-programmatico.


La riproposizione di quelle esperienze, il possibile o impossibile rapporto di esse col "ritorno alla realtà" del presente divengono oggetto di indagine verso una funzione pratica di successiva proposta didattica, più consapevole in quanto dotata di riflessioni e materiali preziosi, più carica di una lucida memoria del passato e più aggiornata su una ricognizione del presente.